AGISI e Confsport Italia APSSD, un nuovo accordo di collaborazione

AGISI  e Confsport Italia A.P.S.S.D. sono liete di annunciare la sottoscrizione di un accordo di collaborazione per la valorizzazione dell’attività di supporto alle società e associazioni operanti nel settore sportivo.

Confsport Italia A.P.S.S.D. (Forum Europeo delle Associazioni Sportive, Culturali e del Tempo Libero) è un’Associazione a carattere nazionale di Promozione Sociale che ha come scopi istituzionali la promozione, l’organizzazione e la diffusione delle attività sportive amatoriali e dilettantistiche. Promuove e realizza manifestazioni sportive, culturali, pedagogiche e sociali aventi come fine la crescita e la maturazione personale e civile dell’individuo. E’, tra l’altro, una Federazione di categoria di Confimprese Italia – Confederazione Italiana della Micro, Piccola e Media Impresa.

AGISI (Associazione Gestori Impianti Sportivi Italiani) è un’Associazione di categoria per gestori di impianti sportivi. Costituita alla fine di aprile del 2020, nel pieno della pandemia da coronavirus, è nata per fronteggiare la crisi derivata dal primo lockdown con uno sguardo al futuro. L’obiettivo è promuovere gli interessi dei gestori di impianti sportivi, rappresentarli ai tavoli delle istituzioni e formulare, sulla scorta dei bisogni reali, proposte per la sostenibilità economico-finanziaria del settore.

In un momento di profonda crisi, con le problematiche ereditate dallo scenario post-pandemico sommate al caro energia degli ultimi mesi, le prospettive, la visione e i valori fondanti di AGISI e Confsport Italia sono confluiti in questo accordo di collaborazione in modo del tutto naturale.

La partnership nasce per rafforzare le competenze delle due realtà, condividere le reciproche esperienze, stimolare il dialogo con le istituzioni – statali, provinciali, regionali e sportive in senso stretto – facendo confluire tutte le istanze dei soggetti rappresentanti in un’unica voce forte e autorevole.

Benché AGISI abbia nel nuoto e nel mondo acquatico il suo principale campo d’azione, la collaborazione con Confsport Italia apre alla condivisione di proposte, iniziative e, perché no, di battaglie, con tutte le tipologie di società e associazioni, nell’interesse di impianti sportivi a tutto tondo. Confsport Italia, inoltre, delegherà AGISI a rappresentarla, proprio per le sue peculiarità, all’interno di Confimprese Italia.

Il settore ha attraversato e sta attraversando un momento drammatico ed è tristemente avviato verso l’insolvenza.

 

I PRESIDENTI

Giorgio Lamberti (AGISI) e Paolo Borroni (Confsport Italia A.P.S.S.D.)

AGISI: campagna tesseramenti 2022

Cari Associati e Aderenti,

Illustri Società Sportive,

In questo momento di grande incertezza, in cui alle note fatiche dovute alla pandemia si sono aggiunte le problematiche derivanti dal caro energia, i gestori di impianti sportivi italiani hanno bisogno di essere rappresentati da un soggetto credibile.

Oggi più che mai il mondo dell’impiantistica sportiva necessita di una voce forte e autorevole, che sia capace di dialogare con le istituzioni e si faccia portatrice delle numerose istanze di un settore ancora in profonda crisi.

Da due anni AGISI (Associazione Gestori Impianti Sportivi Italiani) si è distinta per competenza, serietà e trasparenza. Abbiamo dialogato con una molteplicità di istituzioni – statali, regionali, provinciali e sportive in senso stretto – promosso iniziative e proposto contenuti da noi ritenuti fondamentali per la salvezza del settore. Il nostro settore.

Molto è stato fatto ma molto altro resta da fare.

Dalla fondazione ad oggi, la base di Associati e Aderenti che hanno scelto di affidarsi ad AGISI si è allargata in modo consistente. Ci è stata concessa una fiducia incondizionata, un valore che ogni giorno muove ed ispira la nostra attività.

Oggi chiediamo a tutti voi, Associati e Aderenti AGISI, di rinnovare quella stessa fiducia anche per l’anno 2022. Allo stesso tempo ci appelliamo a tutte quelle realtà che fin qui, per scelta o per necessità, hanno deciso di percorrere da sole questo difficile tratto di strada tendendo loro la mano.

Anche l’anno 2022 è possibile affiliarsi all’Associazione Gestori Impianti Sportivi Italiani diventando Socio o Aderente.

Socio se si condividono i principi dello Statuto e si vuol collaborare attivamente e personalmente al perseguimento dello scopo istituzionale e all’esercizio delle attività che ne sono l’esplicazione.

Aderente se si condividono i principi dello Statuto e si vuol poter godere delle prestazioni e dei servizi resi dall’associazione senza tuttavia collaborare attivamente e personalmente al perseguimento dello suo scopo istituzionale.

Considerata la situazione contingente, il perdurare della crisi post-pandemica e le enormi problematiche derivanti dal caro energia, abbiamo scelto di tendere ulteriormente la mano ai Gestori in difficoltà riducendo la quota annuale a una cifra puramente simbolica.

Per il 2022 le quote di Associazione e Affiliazione ad AGISI

scendono rispettivamente da 140€ e 100€ a 30€ annui

Assume per noi grande importanza, inoltre, che ogni Associato e Aderente, in linea con lo scopo istituzionale e i principi dello Statuto, si faccia portatore e promotore del messaggio di AGISI, allo scopo di coinvolgere nuove società sportive e avvicinare quanti più soggetti possibile alle attività dell’Associazione.

In ultimo, per i 23 soci fondatori di AGISI la quota sarà maggiorata a 50€ annui. Una misura che vuol essere insieme un segnale di rinnovato impegno e un’ulteriore assunzione di responsabilità da parte di chi, nel maggio del 2020, ha costituito l’Associazione e continua a condividerne i principi ispiratori.

Per formalizzare l’iscrizione sarà necessario compilare il modulo di associazione/adesione online, unitamente alla distinta di versamento (IBAN IT83 O 05034 11201 000000006654).

*Chi avesse già erroneamente saldato la quota 2022 sulla base delle tariffe 2021 riceverà il rimborso della differenza.

QUI la pagina con riferimenti. 

Il nuoto sta annegando. Saper nuotare ti salva la vita. Il coordinamento gestori per la sussistenza del settore

Con i suoi 7.914 km di coste, l’Italia è il secondo paese europeo per estensione costiera dopo la Grecia, nonché il quattordicesimo in tutto il mondo.

In quest’ottica il nuoto non può essere considerato soltanto uno sport.

È prima di tutto un modo per «salvarsi» quando si entra in acqua, una pratica che dovrebbe essere garantita e accessibile per il maggior numero di cittadini. Una pratica che tutti dovrebbero conoscere.

Saper nuotare ti salva la vita.

A partire dal 2014, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) diffonde periodicamente il Rapporto mondiale sugli annegamenti, definiti «una delle principali cause di morte al mondo».

I dati diffusi nell’estate del 2020 affermano che nel mondo si registrano oltre 320mila annegamenti l’anno e più di metà delle vittime ha meno di 25 anni. E dopo la meningite e l’hiv, l’annegamento è la terza causa di morte sotto i 15 anni.

La pandemia ha drasticamente peggiorato la situazione.

Il settore è in profonda crisi.

Molte società di gestione di piscine, vale a dire i principali promotori e organizzatori di corsi di nuoto per bambini, ragazzi e adulti, hanno dovuto chiudere i battenti perché strangolate dai costi e afflitte dalla mancanza di ricavi.

Il tutto a scapito dei cittadini, con ripercussioni evidenti sulla salute e sulla sopravvivenza.

Eppure tutto questo non sembra interessare chi ci governa.

Dall’inizio della pandemia ad oggi il grido d’allarme del settore è stato pressoché ignorato dalle istituzioni, che certamente hanno compreso le nostre istanze ma ad oggi non hanno ancora fornito risposte sufficientemente concrete.

La richiesta d’aiuto delle società è caduta nel vuoto. Alcune sono riuscite a sopravvivere, in certi casi contraendo un indebitamento che supera di gran lunga la durata dei bandi per la gestione delle piscine. Ma il caro energia delle ultime settimane rischia di assestare il colpo di grazia anche a questi soggetti virtuosi.

La situazione è drammatica

Il nuoto italiano sta annegando

ma nessuno sembra volerlo salvare

 

www.gestoripiscine.it

 

Incontro tra il Coordinamento gestori e il Presidente della Conferenza delle Regioni Fedriga

Il presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, ha incontrato in videoconferenza il Coordinamento Gestori Impianti Natatori, ed ha assicurato il sostegno alle loro istanze. “Le Regioni sono al fianco dei gestori delle piscine già colpite duramente dalla pandemia ed ora alle prese con una crisi legata anche al rincaro delle bollette elettriche”, ha dichiarato Fedriga, rivolgendosi al delegato nazionale del coordinamento delle associazioni, Marco Sublimi ed a Luca Albonico delegato dei Gestori Piemontesi.

“Occorre un lavoro istituzionale per individuare risorse nazionali da destinare ad aiuti e sostegni al settore anche perché siamo piuttosto preoccupati – ha concluso Fedriga – per le notizie che giungono in questi giorni relative alla chiusura di molte piscine in grandi e medi Comuni”.

Il Coordinamento ha espresso un innalzamento della soglia di preoccupazione anche a fronte delle notizie che arrivano dal Governo che dopo  una prima apertura non ha applicato particolari variazioni sui ristori previsti per il settore con il nuovo DL Energia.

Il rammarico dichiarano i rappresentanti del Coordinamento è aver perso un’occasione sia per indirizzare dei ristori immediati e risolutivi al nostro settore che oggi è davvero in ginocchio, ma soprattutto non aver inserito nelle imprese energivore gli impianti sportivi estremamente energivori come le piscine.

Soddisfazione per le parole del Presidente Fedriga ed ai Governatori delle Regioni da  parte del Delegato Nazionale Marco Sublimi che ha apprezzato particolarmente la volontà di istituire due commissioni  che lavoreranno con la collaborazione del Coordinamento sui temi di risorse economiche e allentamento delle linee guida.

“Occorre – dichiara Sublimi – far comprendere alle istituzioni che per le piscine italiane oggi con questi costi energetici e con il calo dell’utenza dovuta anche alle limitazioni, non c’è scampo. Purtroppo le chiusure sono già iniziate ed è solo questione di tempo perché queste situazioni si espandano in maniera incontrollata perdendo professionalità, servizi e patrimonio pubblico.”

Grande adesione delle piscine italiane per la giornata di chiusura del 6 febbraio

La manifestazione di protesta organizzata dal Coordinamento Nazionale delle Associazioni Gestori Impianti Natatori ha avuto un grande successo di adesioni.

Tutte le regioni hanno aderito all’iniziativa, con lo scopo di lanciare una richiesta di ascolto alla Politica Italiana da un comparto che ha sofferto e continua a soffrire come pochi altri.

Dai dati in nostro possesso risulta un’adesione decisamente al di sopra delle aspettative: in tutte le Regioni Italiane ha superato il 50%, arrivando in alcune fino all’80 %, come Veneto e Piemonte.

“Un risultato importante sia per il numero di piscine che hanno aderito, molto più alto delle nostre aspettative, che per l’attenzione mediatica ottenuta”.

La situazione devastante in cui il comparto Piscine si trova, necessita di interventi immediati, destinati ad affrontare la grave crisi finanziaria, e di altri strutturali su cui poter programmare un piano economico finanziario che permetta alle società di gestione di tornare alla sostenibilità.

A seguito della forte coesione che il comparto piscine ha dimostrato con la manifestazione di domenica 6, è già stato raggiunto un primo importante risultato:

Mercoledì 9 Marco Sublimi, delegato Nazionale del coordinamento, sarà a capo di una ristretta delegazione (Roberto Bresci per AGISI, Luca Bosi per Piscine Emilia-Romagna, Alessandro Valentini per Assonuoto) che andrà a Roma per tre importanti incontri:

  • al Ministero dello sviluppo economico a colloquio con il Ministro Giancarlo Giorgetti
  • al Nazareno con il Segretario Nazionale del Partito Democratico Enrico letta
  • l’ex Presidente del Consiglio Giuseppe Conte

Sarà un’occasione importante per poter rappresentare al Ministro Giorgetti ed ai Leader di PD e Movimento 5 stelle, la disastrosa situazione in cui si trovano in questo momento i gestori delle Piscine Italiane. Riporteremo inoltre sul tavolo di lavoro le istanze che da tempo abbiamo segnalato attraverso numerose missive. In ordine:

  1. Un contributo salvagente di 150 Milioni di euro per mantenere in vita le piscine italiane
  2. Possibilità di accesso all’ecobonus 110% per gli interventi sulle Piscine
  3. Creazione di un fondo per le Pubbliche amministrazioni da utilizzare per il riequilibrio delle concessioni
  4. Intervento per ridurre il problema del “caro bollette” attraverso il credito di imposta
  5. Inserimento di un bonus sport da utilizzare anche nelle Piscine
  6. Credito di imposta per i canoni di locazione e di affitto di ramo di azienda per il 2022

L’obiettivo delle istanze è il proseguimento di un servizio pubblico essenziale capace di produrre occupazione, benessere e salute per milioni di utenti.

 

AGISI – Presidente Giorgio Lamberti
Assonuoto – Presidente Alessandro Valentini
Insieme si Vince – Delegato Andrea Biondi
Piscine del Piemonte – Delegato Luca Albonico
Piscine Emilia-Romagna – Coordinatori Luca Bosi e Roberto Veroni
SIGIS – Presidente Sergio Tosi
Marco Sublimi Delegato dal Coordinamento Nazionale

Lettera aperta al presidente Draghi

Un grido di dolore al Governo e alle istituzioni, da parte del coordinamento.

 

Illustrissimi,

Presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Draghi

presidente@pec.governo.it

Ufficio di segreteria del Consiglio dei Ministri

uscm@palazzochigi.it

Presidente Conferenza delle Regioni

conferenza@regioni.it

Ufficio per lo sport

ufficiosport@governo.it

Capigruppo parlamentari Presidente ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), Antonio De Caro

OGGETTO – Lettera aperta al presidente Draghi

 

Illustrissimo Presidente del Consiglio,

A poco più di un mese dalla fine del 2021 ci troviamo a riferirle la situazione drammatica che ancora affligge il settore degli impianti sportivi, in particolar modo quello degli impianti natatori qui rappresentato dalle nostre sigle (AGISI, Assonuoto, Insieme si Vince, Piscine del Piemonte, Piscine Emilia Romagna e SIGIS) riunite nel Coordinamento Associazioni Gestori Impianti Natatori. A queste si aggiunge l’autorevole sostegno di Forum Piscine che da sempre rappresenta il punto di rifermento del comparto Piscine a livello internazionale.

Il 2021 doveva essere l’anno della ripartenza. Avrebbe dovuto rispondere alle esigenze del comparto, fornire risposte chiare e aiutare in modo concreto le numerose società di gestione – in massima parte ASD e SSD – che si occupano di migliaia impianti natatori italiani di proprietà pubblica.

Ci consenta di partire da un’immagine che mai come oggi si adatta a una situazione drammatica e a un settore che si avvia verso il baratro. Ebbene, illustrissimo Presidente, siamo in balia delle onde.

Nonostante i buoni propositi degli ultimi mesi, nessun Governo, né l’attuale né il pre- cedente, è stato in grado di fornire al nostro settore un aiuto concreto per l’oggi e una visione di prospettiva per il domani. L’inizio ormai imminente del 2022 impone a noi tutti una riflessione chiara e schietta sulle difficoltà di un settore che si sta avviando in maniera drammatica verso il default.

Più sport meno malattie. L’attività sportiva è definita dalle autorità mediche e da tutta la comunità scientifica come necessaria alla prevenzione delle patologie e al mantenimento del corretto stile di vita, con la conseguenza di abbattere, con percentuali elevate, l’incidenza sulla spesa pubblica nel servizio di sanità. Lo sport è salute: evitando la chiusura delle pi- scine i cittadini italiani potranno continuare a praticarlo.

Ill.mo Presidente, nel rispetto dell’Art 32 della Costituzione Italiana

“La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”

Chiediamo:

A. che si riconosca il ruolo di centri della salute alle piscine e che queste continuino a rimanere aperte anche al variare della situazione epidemiologica;

B. che si risponda con la massima urgenza alle istanze di questa nota per evitare danni irreparabili al settore.

Abbiamo ritenuto opportuno sintetizzare le nostre istanze in quattro punti.

1. Ristori

L’azione degli ultimi due Governi si è caratterizzata per una totale inconsistenza sui ristori che realisticamente avrebbero potuto allentare la pressione sulle società di gestione degli impianti natatori. Nessuno, in oltre un anno e mezzo, ha saputo cogliere la differenza tra impianti sportivi «energivori» e «non energivori» e poco o nulla è stato fatto in questo senso.

Non mancano, ad onor del vero, esempi virtuosi di aiuti concreti. È notizia di pochi giorni fa la (rara) sinergia tra istituzioni sportive e governo locale che ha visto Regione Sardegna erogare contributi complessivi alle società per un totale 3,15 milioni di euro. L’iniziativa, promossa da FIN Sardegna, nella figura del suo presidente Danilo Russu, e subito colta dalla politica locale, ha permesso di salvare – nel significato più letterale del termine – le società di gestione e nel contempo di tutelare il patrimonio infrastrutturale della regione. Provvedimenti analoghi sono stati presi con successo anche in Emilia Romagna con uno stanziamento alle amministrazioni locali di 1,5 milioni a sostegno degli impianti natatori e nel Molise.

Con grande amarezza ci troviamo però a dover ammettere che si tratta di casi isolati in un panorama nazionale desolante.

2. Infrastrutture

Nonostante mille propositi e numerosi solleciti da più parti, nessuna operazione concreta è andata nella direzione della progettualità infrastrutturale. Abbiamo sempre ritenuto che l’estensione dell’«Ecobonus 110%» agli impianti sportivi rappresentasse un grande traino per il rilancio dell’impiantistica del Paese.

In Italia (dati CONI) oltre 77mila impianti sportivi sono di competenza di 7904 sindaci: un patrimonio pubblico verso il quale non c’è stata e non c’è alcuna visione d’insieme per il futuro. Un intervento massivo per l’efficientamento energetico degli impianti e la riduzione delle emissioni avrebbe permesso la valorizzazione di questo patrimonio rendendolo resiliente alla sfida del tempo.

3. Costi dell’energia

Un riverbero del secondo punto riguarda i costi dell’energia.

In questi giorni stiamo assistendo ad un picco speculativo sui costi unitari energetici di gas, metano e kw elettrici, con un incremento dei costi che oggi si attesta attorno al 45%. Considerato che siamo «solo» a novembre e manca ancora un mese alla stagione più fredda, non siamo in grado di prevedere quale sia la prospettiva sui costi per l’inverno.

Il dato attuale e l’incertezza sul medio termine si aggiungono alle numerose fatiche che negli ultimi mesi hanno «strozzato» le società di gestione, SSD e ASD che in oltre sette mesi di lockdown hanno dovuto rinunciare agli introiti derivanti dall’attività tradizionale. Da qui sorge spontanea una domanda: chi pagherà le utenze?

Va da sé che un importante intervento a salvaguardia degli impianti energivori, per una reale conversione energetica che tendesse alla Classe A (spesso un’utopia in un Paese come l’Italia) avrebbe permesso di parare il colpo in caso di rincari. Ritiene sia giusto che oltre alle utenze «gonfiate», le società di gestione si trovino a dover rispondere della mancata di progettualità di cui sopra e, in sostanza, a dover pagare due volte?

4. Un settore emarginato

È mortificante constatare come negli ultimi mesi il Governo abbia dedicato grande attenzione a molti settori, alcuni anche collaterali come quello delle terme, fuorché al nostro.

A fronte di bonus per l’acquisto di monopattini e televisori, nulla è stato fatto per favorire la ripartenza delle attività sportive. Non un’azione per erogare un bonus da 200 euro a famiglia – al netto dell’ISEE – che permettesse la frequenza di corsi di nuoto e ginnastica in acqua, di campi da tennis, corsi di fitness o favorisse il generico ritorno all’attività motoria dopo una lunga inattività.

La preghiamo di considerare questa nostra lettera come il più sincero grido di dolore di un settore disperato, sfinito. Dalla metà del 2020 e per tutto il 2021, le nostre sigle, dapprima singolarmente, poi riunite nel Coordinamento, hanno fatto il possibile per portare le istanze del settore su una molteplicità di tavoli.

Siamo stati a Roma, abbiamo parlato con i gruppi parlamentari, ci siamo mossi in modo trasversale agli schieramenti politici. Siamo stati, ad onor del vero, anche ascoltati dalle istituzioni ma nulla è stato fatto. La misura è colma.

Certi di un riscontro positivo da parte del Governo, rinnoviamo la nostra disponibilità a una collaborazione attiva e continuativa su queste ed altre tematiche riguardanti lo sport, la sua promozione e la gestione di impianti sportivi.

AGISI – Presidente Giorgio Lamberti
Assonuoto – Presidente Alessandro Valentini
Insieme si Vince – Delegato Andrea Biondi
Piscine del Piemonte – Delegato Luca Albonico
Piscine Emilia Romagna – Coordinatori Luca Bosi e Roberto Veroni
SIGIS – Presidente Sergio Tosi

Marco Sublimi Delegato dal Coordinamento Nazionale

 

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Capienza ridotta negli impianti natatori: il coordinamento gestori chiede il ritorno al 100%

22 settembre 2021 – Piscine e centri sportivi hanno riaperto, ma scontano ancora misure restrittive che ostacolano il ritorno alla normalità. Come le limitazioni al numero massimo di persone presenti contemporaneamente nella struttura, in relazione ai metri quadrati di superficie complessiva, al chiuso.

Per sensibilizzare il Governo su questo tema e accelerare una decisione che liberi da tale vincolo, il Coordinamento Nazionale delle Associazioni Gestori Impianti Natatori in data odierna ha inviato una richiesta ufficiale al Presidente Draghi, al Ministro Speranza, al sottosegretario Costa, al sottosegretario Vezzali e al Presidente della Conferenza Regioni e Province Autonome, Fedriga.

Alla luce dell’attuale situazione epidemiologica e dell’orientamento del Governo alla progressiva riduzione delle restrizioni, sostenuta dai buoni risultati della campagna vaccinale, il Coordinamento Gestori ha chiesto ufficialmente la cancellazione dei limiti di capienza degli impianti natatori, a partire dal 15 ottobre, fatte salve tutte le altre misure di contrasto al contagio.

Seguiranno ulteriori aggiornamenti sull’esito della richiesta.

Il Coordinamento Associazioni Gestori Impianti Natatori – formato da AGISI, Assonuoto, Insieme si Vince, Piscine del Piemonte, Piscine Emilia Romagna, SIGIS, con l’affiancamento di ForumPiscine – rappresenta la quasi totalità delle piscine pubbliche presenti in Italia, che ospitano 4,5 milioni di utilizzatori e le attività istituzionali delle quattro Federazioni nazionali FIN, FITRI, FIPSAS E FINP.

AGISI – Presidente Giorgio Lamberti
Assonuoto – Presidente Alessandro Valentini
Insieme si Vince -Delegato Andrea Biondi
Piscine del Piemonte – Delegato Luca
Albonico Piscine Emilia Romagna – Delegato Roberto Veroni
SIGIS – Presidente Sergio Tosi
Coordinatore Marco Sublimi

Gestori impianti natatori e GSE, insieme per la riqualificazione energetica delle piscine

Incontro tra il Coordinamento Associazioni Gestori Impianti Natatori e il GSE, per sviluppare un piano di interventi di efficientamento che consenta di abbattere i consumi energetici delle strutture, riducendo al contempo le emissioni e i costi di gestione degli impianti

Roma, 16 giugno 2021. Riqualificare energeticamente i poli natatori del territorio italiano riducendone i consumi, le emissioni e i costi di gestione. Questo il tema dell’incontro che si è svolto oggi tra Francesco Vetrò, Presidente del Gestore dei Servizi Energetici – GSE SpA e Marco Sublimi, delegato del Coordinamento Associazioni Gestori Impianti Natatori, alla presenza del senatore Paolo Arrigoni.

L’incontro è stato l’occasione per approfondire l’opportunità di una collaborazione tecnica tra il coordinamento delle associazioni e il GSE, finalizzata all’attuazione di interventi di manutenzione straordinaria delle piscine diffuse sul territorio nazionale, grazie anche ai meccanismi incentivanti gestiti dal GSE. Tra gli interventi ritenuti in grado di migliorare l’efficienza – energetica ed economica – degli impianti natatori sono stati individuati: l’autoconsumo collettivo, la cogenerazione ad alto rendimento, la sostituzione degli impianti di climatizzazione, la produzione di acqua sanitaria calda attraverso fonti rinnovabili, il relamping dell’illuminazione e la coibentazione degli involucri.

L’incontro di oggi testimonia l’impegno del GSE nel dare attuazione agli strumenti di incentivazione a esso affidati, offrendo al contempo il proprio contributo nella definizione degli assetti e di regole volte a promuovere l’efficienza in settori industriali che in questo momento vivono una fase di particolare difficoltà”, ha dichiarato il presidente Francesco Vetrò.

Il Coordinamento Associazioni Gestori Impianti Natatori, che rappresenta la quasi totalità delle piscine presenti in Italia (circa 3.000 impianti pubblici sul territorio nazionale, che ospitano 4,5 milioni di utilizzatori – di cui 2,5 bambini – e le attività istituzionali delle quattro Federazioni nazionali FIN, FITRI, FIPSAS E FINP) non ha potuto non rimarcare la grave crisi che ha colpito il comparto a causa della pandemia e le difficoltà di mantenimento degli impianti natatori, con costi di gestione ormai proibitivi.

Un incontro che sintetizzerei con due parole: ottima partenza! Il Presidente Vetrò e il suo staff tecnico hanno dimostrato molto interesse per il comparto delle piscine. Per questa ragione abbiamo optato per un percorso finalizzato a trovare le migliori condizioni affinché gestori e proprietari possano arrivare a godere a pieno delle potenzialità che il GSE può offrire attraverso il conto termico e non solo. Con il Coordinamento delle associazioni di categoria affiancheremo lo staff di Vetrò per trovare le soluzioni più efficaci e rapide. Un ringraziamento particolare al Senatore Paolo Arrigoni che, comprendendo le difficoltà del nostro comparto, ha favorito l’incontro di questa mattina a cui seguiranno altri incontri con il Governo. Fondamentale l’appoggio tecnico al Coordinamento delle associazioni di categoria dell’ing. Marco Pascoli che ha saputo illustrare i dettagli e le criticità della situazione attuale”, ha commentato Marco Sublimi, delegato del Coordinamento Associazioni Gestori Impianti Natatori, che riunisce le sigle AGISI Associazione Gestori Impianti Sportivi Italiani, Assonuoto, Insieme si Vince, Piscine del Piemonte, SIGIS e Piscine Emilia Romagna, affiancati da ForumPiscine Expo & Congress.

Ha commentato anche Paolo Arrigoni, senatore della Lega e responsabile dipartimento Energia: “Sono lieto di aver potuto contribuire all’avvio del dialogo tra il GSE e il Coordinamento Associazioni Gestori Impianti Natatori, che sarà da proseguire con il coinvolgimento delle ESCO e dell’ANCI, visto che molte piscine sono di proprietà dei Comuni. In questa fase, in cui il tema della transizione ecologica è sempre più attuale, vanno individuate soluzioni per l’efficientamento energetico. A maggior ragione per strutture tradizionalmente energivore, come gli impianti natatori che oggi, a seguito dell’emergenza coronavirus, si trovano a fronteggiare una situazione drammatica.”

 

AGISI – Presidente Giorgio Lamberti

Assonuoto – Presidente Alessandro Valentini

Insieme si Vince -Delegato Andrea Biondi

Piscine del Piemonte – Delegato Luca Albonico

Piscine Emilia Romagna – Delegati Luca Bosi, Roberto Veroni

SIGIS – Presidente Sergio Tosi

 

Coordinatore Marco Sublimi

Rif.coord.gestoriimpiantinatatori@gmail.com

https://gestoripiscine.it/

 

Il Coordinamento a colloquio con il Sottosegretario di Stato del Ministero della Salute

Il Coordinamento Associazioni Gestori Impianti Natatori, che riunisce le sigle AGISI, Assonuoto, Insieme si Vince, Piscine del Piemonte, SIGIS e Piscine Emilia Romagna, affiancati da Forum Piscine, è stato ricevuto ieri dal Sottosegretario di Stato del Ministero della Salute, dottor Andrea Costa, per fornire il proprio contributo al tavolo tecnico «La Salute nello sport». 

Il Coordinatore Marco Sublimi ha posto l’attenzione sui due temi in particolare:

  1. La chiusura reiterata delle piscine coperte
  2. La necessità di rivedere alcuni punti delle linee guida per la riapertura

Sublimi ha posto l’attenzione anzitutto sulle modalità in cui i gestori, a partire dal 1 giugno 2020, hanno provveduto ad adottare le principali linee guida per la riapertura costruendo al proprio interno un vero e proprio sistema di «Scudo Covid 19».

L’intervento è stata anche l’occasione per ricordare le verifiche e i controlli svolti dai Nas sui centri natatori italiani nel mese di ottobre 2020, con risultati che hanno confermato il buon operato dei gestori.

Inoltre si è fatto notare come dal febbraio 2020 non vi siano stati casi di focolai all’interno delle piscine italiane con tassi di positività dello 0,15% e di ricoveri ospedalieri dello 0%.

Il Coordinatore ha poi offerto al tavolo tecnico una sintesi degli studi che hanno confermato l’efficacia dell’ambiente-acqua nella prevenzione dal contagio. Di seguito l’estratto sul punto dall’intervento di Sublimi.

Imperial College di Londra

La ricerca degli scienziati dell’Imperial College di Londra, La ricerca, commissionata da Swim England, l’ente governativo inglese per gli sport acquatici, e dalla scuola di nuoto Water Babies, è stata condotta mescolando campioni di SARS-CoV-2 con acqua clorata. Stando ai risultati del gruppo di ricerca, la bassa infettività e la diluizione del virus suggeriscono che la possibilità di contrarre Covid-19 dalla piscina è trascurabile. Gli esperti riportano, infatti, che una concentrazione di cloro di 1,5 milligrammi per litro e un indice di acidità compreso tra 7 e 7,2 possono ridurre l’infettività dell’agente patogeno di oltre mille volte in soli 30 secondi.

Istituto Superiore di Sanità 

Non ci sono prove che COVID-19 possa essere diffuso all’uomo attraverso l’uso di piscine o vasche idromassaggio. Il corretto funzionamento, la manutenzione e una adeguata disinfezione (ad esempio con cloro e bromo) di piscine e vasche idromassaggio assicurano l’inattivazione del virus che causa COVID-19.

World Health Organization (WHO)

l’OMS ha pubblicato i risultati dei suoi studi relativi alla sua indagine su 3 aree principali

    1. persistenza/sopravvivenza del coronavirus in acqua;
    2. presenza del coronavirus in ambienti acquatici
    3. metodi per il recupero del coronavirus dalle acque

Il suo studio ha concluso che il coronavirus “sembra avere una bassa stabilità nell’ambiente [dell’acqua] ed è molto sensibile agli ossidanti, come il cloro”. Inoltre, il coronavirus sembra essere “inattivato significativamente più velocemente in acqua rispetto ai virus enterici umani non invasi con trasmissione nota in acqua”.

Secondo i risultati dello studio dell’OMS, la resistenza del coronavirus al cloro è inferiore a quella dei batteri.

Le attuali pratiche di disinfezione dell’acqua (acqua potabile, acque reflue, acqua di piscina), sono dunque efficaci anche nei confronti dei coronavirus.

United States’ Centers for Disease Control (CDC)

Sul sito web del Centers for Disease Control, aggiornato fino al 31 dicembre 2020, l’organizzazione afferma:

“CDC non è a conoscenza di alcun rapporto scientifico sul virus che causa la diffusione di COVID-19 alle persone attraverso l’acqua nelle piscine, nelle vasche idromassaggio o nei parchi giochi acquatici”.

“Inoltre, il corretto funzionamento delle piscine pubbliche, delle vasche idromassaggio e dei parchi giochi acquatici (ad esempio in un complesso di appartamenti o di proprietà di una comunità) e la disinfezione dell’acqua (con cloro o bromo) dovrebbero inattivare il virus”.

U.S. National Center For Biotechnology Information

Ricerche presso l’U.S. National Center for Biotechnology Information ha pubblicato un altro studio sull’ambiente acquatico nell’ottobre del 2020.

Nello studio si valutano le condizioni favorevoli alla sopravvivenza del coronavirus (SARS-CoV-2) in ambienti acquatici. Il NCBI ha confermato ancora una volta che la sopravvivenza del coronavirus in un ambiente acquatico dipende fortemente dalle caratteristiche reali dell’acqua stessa.

Swimming Canada Member Data

Lo scorso ottobre, il gruppo di valutazione della gestione dei coronavirus di Swimming Canada ha riferito che i dati sono stati raccolti sia da centri ad alte prestazioni che da centri di formazione non-HPC in tutta la nazione.

I 4 centri HPC di Ontario, Vancouver, Victoria e Quebec hanno condotto un totale di 4.065 sessioni di allenamento. Gli atleti coinvolti sono 46 atleti dall’inizio dell’estate e fino al 30 settembre. In tutto questo lasso di tempo, gli atleti e lo staff di HPC di Swimming Canada non sono mai risultati positivi al COVID-19.

Lo studio condotto da Swimming Canada ha coinvolto tutta la comunità.

157 capi allenatori hanno compilato un questionario che riguardava i propri club.

Lo studio ha riguardato 14 mila nuotatori. Le sessioni di allenamento eseguite nel periodo di tempo indicato sono state 167 mila. In tutto questo periodo non ci sono state segnalazioni di COVID-19 nelle loro piscine. Lo stesso vale per i nuotatori delle università canadesi.

Il rapporto evidenzia studi che suggeriscono che i coronavirus sono molto sensibili alle alte temperature e agli ossidanti come il cloro.

In secondo luogo si è posta l’attenzione sulla capacità delle piscine di aumentare e controllare, anche in inverno, il rinnovo di aria, il controllo dell’umidità e della temperatura entro valori consoni nella prevenzione Covid-19. «Non è una novità – ha dichiarato Sublimi -, l’adeguamento di norme igienico-sanitarie per gli impianti natatori. Il mondo delle piscine è già preparato alla prevenzione, da una antica tradizione. Fa parte della cultura di gestori, operatori ed utenti, come di progettisti e manutentori. Da questo punto di vista, il mondo delle piscine è sempre stato leader e di riferimento per altri sport, lo sarà anche in questa situazione di prossima ripresa delle attività».

In ultimo, si è evidenziata la necessità di rivedere le linee guida per l’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere redatte ai sensi del decreto legge 22 aprile 2021 n. 52 – 7 maggio 2021. Densità di affollamento, docce, asciugacapelli e prenotazioni obbligatorie i quattro punti cardine dell’intervento.

Il Coordinamento ha infine proposto, nell’ottica di incentivare la campagna vaccinale e di ottimizzare le linee guida per le piscine, di escludere dai conteggi relativi ai contingentamenti le persone già vaccinate e/o in possesso di green pass, nonché la riapertura immediata delle piscine coperte e le modifiche delle linee guida come indicato.

A questo link è possibile scaricare l’intervento integrale

Il coordinamento incontra il Ministro dello Sviluppo Economico Giorgetti

Ieri il comparto dei gestori delle piscine è stato accolto al Ministero dello Sviluppo Economico dal Ministro Giancarlo Giorgetti, che ha ricevuto Marco Sublimi e Giorgio Lamberti, alla presenza del Vice Presidente Anci Stefano Locatelli e dell’Onorevole Felice Mariani.

Chiuse ormai da quindici mesi, le piscine stanno pagando un prezzo molto alto all’emergenza sanitaria e alle restrizioni adottate per contrastare il contagio. Una situazione davvero drammatica per un settore che, sebbene di nicchia, accoglie e offre servizi a oltre 4,5 milioni di italiani, con i suoi 3000 impianti natatori distribuiti su tutto i il territorio nazionale. A questi numeri si aggiungono oltre 200.000 lavoratori occupati nelle circa 1500 società di gestione. La chiusura al pubblico ha generato una crisi così profonda da richiedere l’attuazione di manovre urgenti, per evitare che la situazione diventi irrecuperabile, e di interventi lungimiranti, volti a sostenere la ripartenza nel medio e nel lungo periodo.

“Sono molto soddisfatto dell’incontro con il Ministro Giorgetti. Abbiamo avuto l’opportunità di approfondire non solo il tema delle riaperture, ma anche un altro aspetto di pari importanza che riguarda il nostro settore, ovvero quello della sostenibilità. Occorrono sostegni emergenziali accessibili alle aziende, alle ASD e SSD che gestiscono piscine e impianti sportivi, prolungamenti delle concessioni per i gestori di impianti pubblici, canoni di locazione e affitto ramo di azienda per gli impianti sportivi. C’è anche un altro tema che ritengo centrale per la sostenibilità nel lungo periodo: l’Ecobonus 110%. Abbiamo affrontato altri aspetti di rilievo, quali la necessità di partecipare alla definizione delle linee guida per la riapertura, affinché i protocolli adottati possano soddisfare anche il criterio della sostenibilità, oltre a quello imprescindibile della sicurezza”, ha dichiarato Marco Sublimi, delegato del Coordinamento Associazioni Gestori Impianti Natatori

“Un ringraziamento – prosegue Sublimi – a nome di tutto Il Coordinamento delle associazioni di categoria che rappresento, al Ministro Giancarlo Giorgetti per la sua disponibilità e per l’attenzione che ci ha riservato. Confido nelle azioni che, a seguito del nostro incontro, vorrà intraprendere a sostegno del comparto”.

 

La pagina web Gestoridipiscine.it